venerdì 27 marzo 2015

23 aprile: un evento, tanti perché

Giovedì 23 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, un manipolo di associazioni, aziende e personaggi strani che credono ancora in quegli oggetti di antiquariato fatti di carta inchiostro e brossura che si vendono in luoghi un po' oscuri chiamati librerie ma anche in supermercati edicole e bancarelle, ha pensato bene di organizzare un evento per tentare l'impossibile: riavvicinare alla lettura le persone che non leggono.

[Che poi, facciamo una divagazione sul tema. Più passa il tempo più mi rendo conto che aveva ragione il signor Flavio Briatore quando diceva "non leggo libri, ho qualcosina da gestire: una squadra di Formula Uno e un impero economico, giusto per dirne due.". L'equazione leggo ergo sono intelligente non ha più molto senso, soprattutto ora che siamo bombardati da forme narrative anche più coinvolgenti del romanzo medio: si vedano serie tv ben ideate, videogiochi ben fatti, post ben scritti, tweet coinvolgenti. Questo, sia ben chiaro, non lo dice una pisquana qualunque come la qui presente Libraia ma un editor con tanta esperienza alle spalle come Martina Testa, fino a poco tempo fa direttore editoriale per minimum fax.]

Stante la divagazione di cui sopra, rimane il fatto che l'atto di prendere in mano un libro, sfogliarne le pagine, saltarne qualcuna, tornare indietro, è ancora oggi uno dei più rilassanti al mondo.
Altro che i massaggi, la sauna, le tisane della buonanotte. Aprire un libro vuol dire aprire un mondo. Vuol dire vivere tante vite in una vita sola. Vuol dire viaggiare lontano pur restando seduti in casa. Andare in mezzo ai ghiacci quando la temperatura intorno a te viaggia intorno ai 39° (Il senso di Smilla per la neve) o, al contrario, trovarti a nuotare nell'acqua limpida di Corfù quando fuori dalla finestra cade una pioggia battente e ogni cosa è grigio-fumo-di-Londra (La mia famiglia e altri animali). Provare un senso di straniamento per la venuta al mondo, un'insolita vicinanza a una cultura completamente diversa dalla propria e un'altrettanto insolita ripugnanza verso la propria, di cultura (Metafisica dei tubi).

Per tutti questi motivi, e per mille altri ancora, è con molto orgoglio che la sottoscritta Libraia annuncia di essere diventata Messaggero dell'iniziativa #IOLEGGOPERCHE', che cercherà di fare un po' di movimento nel mondo della lettura: per dirla in modo biblico, ci fosse anche un solo non-lettore interessato, il Signore Dei Libri non distruggerà la città.

Succosi dettagli nei prossimi giorni.

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Perché mica si può sempre andare a Londra a sfogarsi allo Speakers' Corner.