lunedì 7 novembre 2011

Seneca già lo sapeva, ma Simpson l'ha detto meglio

Quando Steve Jobs s'è dipartito da questa valle di lacrime, tutti si sono lanciati in citazioni, e in tributi, e in ricordi, e in linkaggi vari ed eventuali del famoso "Stay hungry, stay foolish". Io, che trovavo Jobs uno con gli attributi e, nonostante ciò, non riuscivo a spiegarmi  il motivo dell'adorazione cui era oggetto (citando Guia, ha creato un telefono che si comanda a ditate, non un vaccino antitumorale, o l'elisir per la pace nel mondo, o l'epidurale), ho provato un immediato fastidio verso la sua filosofia buddista, i suoi dolcevita Issey Mikaye e la casa circondata dagli albicocchi; mi sono incuriosita solo quando ho letto questo. Un tizio che sparge geni per l'America e abbandona piccolissimi i figli. Due fratelli, entrambi ignari uno dell'altra, entrambi geniali nel loro campo, un ritrovamento fortuito. Quando si dice la realtà che supera la finzione. Quindi, mettiamo in ombra il fratello famoso e diamo spazio alla sorella talentuosa. 


NOME DEL FARMACO: Dovunque ma non qui
ALTRI NOMI DEL FARMACO: Anywhere but here
TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE: Mona Simpson

PRODUTTORE PER L'ITALIA: Mondadori, Milano
FORMA FARMACEUTICA: 466 pagg.
COMPOSIZIONE: Gli Stati Uniti d'America, quell'immenso luogo pieno di contraddizioni. Una famiglia di donne: Lillian e Carol, nel loro tranquillo prato del Wisconsin, a rappresentare le radici rassicuranti; Adele, invece, desiderosa di andarsene, di avere di più, convinta che la California, i vestiti, una figlia sulla strada del successo cinematografico, bella gente e case lussuose siano lì, alla portata del suo desiderio e della sua insoddisfazione; e infine Ann, che si lascia sballottare dalla corrente degli eventi, da questa madre ingombrante e inaffidabile. I "dovunque ma non qui" sono due: quello di Adele, che desidera più di una casetta su una strada sterrata di Bay City, e quello di Ann, che desidera tutto, tranne che restare legata a sua madre.
L'aveva detto già Seneca: dobbiamo cambiare la nostra anima, non il cielo sulla nostra testa. La Simpson l'ha raccontato quasi meglio.
INDICAZIONI TERAPEUTICHE: se vi piacciono le storie di famiglia; se vi piacciono i romanzi esclusivamente femminili; se avete una passione per l'on the road.
CONTROINDICAZIONI: astenersi misogini: il libro potrebbe provocare loro crisi isteriche e scompensi.
INTERAZIONI MEDICAMENTOSE: per gli amanti del genere on the road il complemento ideale è ovviamente Kerouac: la stessa insoddisfazione, la stessa voglia di cambiamento e di altrove; per chi ama le storie tutte al femminile, invece, l'ideale è Quando Dio ballava il tango di Laura Pariani: anche lì, le storie si una famiglia -molto allargata- tra Italia e Argentina, a cavallo tra Ottocento e Novecento.
Per chi invece preferisce il cinema, da questo romanzo è stato tratto il film La mia adorabile nemica, con Natalie Portman e Susan Sarandon.

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Perché mica si può sempre andare a Londra a sfogarsi allo Speakers' Corner.